Luoghi

 

Appunti distratti di viaggio

 

 

 

Da Genova mi accompagna alla Val Trebbia una strada, protagonista di versi efficaci del maestro livornese…

 

 

STATALE 45

 

È una strada tortuosa.
                                 Erta.

 

Tipica di queste nostre
zone montane.

 

                       Dovunque,
segnali d’allerta.

 

Fondo dissestato.

 

                                    Frane.

Caduta massi.

 

                                 Il motore
s’inceppa.

 

La ruota
slitta sull’erba che vena
l’asfalto.

 

La mente è tesa.

 

                                    Non basta

la guida più accorta.

 

                                A ogni svolta
la sorpresa sovrasta
l’attesa…

 

Procedere
con prudenza.

 

Bandire
ogni impazienza.

 

                           La ripa
si fa sempre più infida. 

Più subdola.

 

                    Più di una volta
la presunta meta
si rivela un’insidia.

 

 

 

Il piccolo cimitero di Loco di Rovegno accoglie da più di tre decenni il grande poeta….

 

 

 

La lapide fa pensare a certi suoi versi:

 

Lasciate senza nome, senza

data, la pietra bianca

che un giorno mi coprirà.

Col sole, prenderà

(forse) il colore delle mie ossa

-sarà,

nella sua cornice nera

la mia faccia, vera. 1

 

Il poeta è sepolto con l’amatissima moglie Rina.

Non riposa qui la prima fidanzata Olga Franzoni, morta il 7 marzo 1936 a 27 anni poco prima delle nozze. I resti della giovane - dopo il periodo in una tomba nel cimitero genovese di Staglieno - sono ora in una fossa comune dello stesso.

Ma la ragazza vive ancora in una poesia:

 

AD OLGA FRANZONI

                                          (in memoria)

 

Questo che in madreperla

di lacrime nei tuoi morenti

occhi si chiuse chiaro

paese,

 

ora che spenti

già sono e giochi e alterchi

chiassosi, e di trafelate

bocche per gaie rincorse

sa l’aria, e per scalmanate

risse,

 

stasera ancora

rimuore sfocando il lume

nel fiume, qui dove bassa

canta una donna china

sopra l’acqua che passa.

 

 

Poco distante dal cimitero, una casa rosa custodisce la memoria di tanti suoi giorni.

 

Proprio tra queste mura negli anni della Seconda Guerra Mondiale era collocata la scuola in cui insegnava Caproni, talvolta suonando il suo amato violino.

 

 

 

Una lapide incarna l’affetto del territorio con l’aiuto degli ultimi versi di “Sospensione”…

 

 

 

SOSPENSIONE

(da Marsiglia, in Porto Vecchio)

 

È bloccato in contrada

marittima.

 

Vorrebbe

proseguire.

 

La strada

– persa – dove conduce?

 

È in piena oscurità.

 

La vista

– sotto il sole stridente –

gli s’incenerisce.

 

Niente

(ha letto una volta in latino)

di più buio della luce.

 

(Nil obscurius luce)

 

Si smarrisce.

 

(Il cammino

comincia qui? Qui finisce?)

 

Un’altra lapide, questa a Fontanigorda, mi catapulta in una festa paesana del 1936…

 

 

BALLO A FONTANIGORDA

 

Mentre per la pastura
si sparge l'amaro aroma
d'una sera silvana,
al suono dei clarinetti
chiari, fra luci di colori
e risa, s'infatua gaia
la danza d'una montana
allegria.

Bruciano alla bramosia
segreta, le carnagioni
giovani. A farne inquieta
l'aria, una folata
basta fino al confine
ultimo della prateria.

 

 

Resterò qui, a contemplare queste parole, e a leggere poesie.

 

 

Fotografie scattate il 18 agosto 2023

 

1 CAPRONI G., L’opera in versi, a cura di L. Zuliani, Mondadori, 1998, pag. LXXVII

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

https://viaggioinvaltrebbia.wordpress.com/2017/05/13/giorgio-caproni-poeta-valtrebbia/

https://www.youtube.com/watch?v=UlXhTURrJ6M

https://www.youtube.com/watch?v=L8Bl44OjBxM

https://issuu.com/consorziovaltrebbia/docs/frammenti-su-caproni

 

 

 

 

        In un’antica dimora de Levante ligure valorizzata dal FAI

 

 

Ascolto i rintocchi di una pendola, che radunano pensieri e ricordi.

 

 

 

 

 

 

 

I fiori in una campana di vetro donano l’emozione di una bellezza antica.

 

 

 

 

 

Chiedo al pavimento di raccontarmi dei tanti passi che lo hanno calpestato.

 

 

 

 

Un affresco sembra uscito da un sogno che annulla il reale.

 

 

 

 

Cerco conforto in una Madonna, scegliendo di dimenticare la malinconia.

 

 

 

 

Una stanza richiama l’altra, in un percorso ricco di sorprese.

 

 

 

 

I burattini, personaggi speciali, forse riposano dopo uno spettacolo….

 

 

 

Un mare in tempesta ricorda tanti momenti difficili.

 

 

 

 

Passerei ore interminabili in questo salottino, respirando il passato.

 

 

 

 

Il soffitto racconta di emozioni azzurre.

 

 

 

 

Vorrei osservare i tegami in rame con mia mamma, che li amava tanto….

 

 

 

 

Certi cassetti forse andrebbero aperti….

 

 

 

Mi incanta il pizzo di una tovaglia proveniente da un’epoca antica.

 

 

Una tavola imbandita aspetta ospiti, forse del secolo scorso…

 

 

Riconosco un interruttore retrò, sconosciuto ai più.

 

 

 

Un tovagliolo ricamato forse è pronto per un pasto sontuoso…

 

 

Saluto due puttini che si osservano, complici.

 

 

 

Uno scrittoio sbucato dal passato fa amicizia con i visitatori curiosi.

 

 

 

 

Chiedo a un lampadario di illuminarmi i pensieri.

 

 

 

Il Riposo in Egitto di Domenico Fiasella orna una camera da letto ricca di storia.

 

 

 

Quanto mi piacciono le fotografie antiche!!!

 

 

 

 

I limoni del giardino si offrono di tenermi compagnia, aspettando la notte.

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

 

https://fondoambiente.it/luoghi/casa-carbone?gclid=Cj0KCQjwy9-kBhCHARIsAHpBjHhd4kksOao0VCEs93YUAn-s-8yZg6W1tt7wGMkCwq7S9TwtjEadJ0oaAlASEALw_wcB

 

 

Ti siedi in una panchina, sognando un nome.

 

 

 

 

Ti immergi nel verde, chiedendoti cosa cercare.

 

 

 

Domandi ai nasturzi di sorridere, donandoti felicità.

 

 

 

 

Insegui certe linee, dimenticando le nuove angosce.

 

 

 

 

Cerchi geometrie in un mondo verde, immaginando i prossimi fiori.

 

 

Scruti segni legnosi, sorridendo per lo stupore.

 

 

 

Ti specchi in un verde acquoso, temendo di incontrare il tuo sguardo.

 

 

Temi spine invisibili, implorando incondizionata pietà.

 

 

 

Cerchi tracce di Liguria, osservando piante e rocce.

 

 

 

Osservi un antico palazzo, immaginando povertà consolate.

 

 

Cammini in uno stretto passaggio, scrutando palazzi eleganti.

 

 

 

Spii la vita verde, tralasciando ambasce incalzanti.

 

 

Affidi i tuoi sogni alle memorie del passato, accarezzando il rosso nel verde.

 

 

 

Aspetti di incontrare gli abitanti di una piccola casa, chiacchierando con minuscoli fiori.

 

 

 

Guardi i vasi addormentati, aspettando un felice risveglio.

 

 

Chiacchieri con la bergenia, richiamando antichi ricordi.

 

 

Ti confondi in un chiarore, traendo sprazzi di inconsueta verità.

 

 

 

 

Cedi alla bellezza dei fiori d’arancio, commentando parole d’amore.

 

 

 

Ti accomodi vicino ad un’azalea bianca, leggendo versi di insoliti poeti.

 

 

 

 

Invidi la forza di certe radici, conoscendo la fragilità dei tuoi sogni.

 

 

 

Affronti un sentiero, immaginando un prossimo percorso.

 

 

 

 

Ti rifugi nell’umiltà dell’erba, trattandola come un’amica.

 

 

 

Ti siedi in una panchina, evocando un volto.

 

 

Tenti di annullarti nel verde imperante, dimenticando il passare del tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 Per saperne di più:

 

https://www.facebook.com/leserresannicolaodv

 

 

 

 

 

Fotografie scattate il 29 aprile 2023

 

Immaginando di vagare nella rappresentazione della Natività sulle alture del ponente genovese

 

Cammino su una passerella e ascolto – senza volere – la conversazione, privatissima, tra due protagonisti di questa devota rievocazione di un fatto lontano nel tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Saluto educatamente uno strano personaggio che incontro lungo una creusa.

 

 

 

 

Recito un’Ave Maria davanti alla statua della Vergine, pensando a un bambino lontano.

 

 

 

 

Mi commuovo, come non succedeva da tempo, leggendo un brano del vangelo di Luca.

 

 

 

 

Immagino la vita, certo gioiosa come in una favola, che scorre all’interno delle case illuminate.

 

 

 

 

Cerco, negli interni, le tracce di antichi mestieri.

 

 

 

 

 

Auguro una buona serata alla signora che stende i panni e, in preda alla malinconia, penso a mia mamma; la ricordo, in vita, spesso impegnata in questa attività.

 

 

 

Mi avventuro nel buio, col cuore in gola, sperando di incontrare la luce.

 

 

 

Mi ritrovo in un ambiente sereno, inseguendo le mie fantasie.

 

 

 

Aiuto un tale a sistemare le botti sul carretto, accettando l’invito a brindare al nuovo anno imminente.

 

 

 

 

Sorrido a una montagna lontana.

 

 

 

 

Conto le pecore, indiscusse regine di ogni presepe.

 

 

 

Osservo con curiosità alcuni personaggi al lavoro.

 

 

 

Immagino, con gioia, di essere in un quadro naif!

 

 

 

Mi propongo di visitare, al più presto, una chiesa lontana.

 

 

 

 

Chiedo ospitalità, ormai in preda alla stanchezza, in una capanna speciale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

 

www.101giteinliguria.it/il-presepe-di-crevari/

 

 

Fantasie in un luogo suggestivo dell’Acquedotto Storico di Genova

 

Forse è un punto di passaggio per un’altra dimensione.

 

Forse da qui le anime salgono al cielo attraverso un vortice che porta all’infinito.

 

Forse è il simbolo di un sogno da realizzare, di una speranza che aspira ad abbracciare la luce.

 

Forse è l’ultima immagine vista da uno sguardo stanco, prima di fuggire nell’eternità.

 

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

 

L. Rosselli, Passeggiate sull’Acquedotto Storico di Genova, Nuova Editrice Genovese, Genova, 2009, pagg. 69-70

 

Info

Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo le disponibilità e la reperibilità dei materiali.

Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 2001.

Search