Luoghi

 

Appunti distratti di viaggio

 

 

 

 

 

 

Sono qui come una pastorella appestata del XVI secolo che sentì una voce:

Salus Infirmorum, ora pro nobis

Spero che la Vergine abbia pietà del mio dolore, donandomi conforto come in quel tempo lontano guarì la giovane di Ravino.

Mi commuovo osservando tracce di grazie richieste e ricevute.

Mi unisco alle preghiere del passato e del presente, mentre il Brevenna scorre poco lontano.

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

https://fuorigenova.cittametropolitana.genova.it/content/poi/santuario-della-madonna-dellacqua

 

https://storiediterritori.com/2020/07/02/il-santuario-della-madonna-dellacqua-in-valbrevenna/

 

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        Nell’antico cimitero recuperato da volontari appassionati

 

In compagnia della malinconia che non mi concede tregua eccomi al Roseto di Murta. Un luogo che sognavo di visitare da tempo per farmi incantare dalla meraviglia e dal passato.

 

 

 

 

 

Una salita, simile a tante del territorio ligure, mi conduce ad antiche pietre che dialogano con colori e profumi.

 

 

 

Il silenzio mi accoglie e mi offre attimi sublimi in un amabile pomeriggio autunnale.

 

 

 

Come non voler conoscere ogni storia di questi dormienti nell’eternità?

 

 

Una piccola galleria di rose mi ricorda che sono in un giardino, dove abbandonare la solitudine inquietante.

 

 

 

 

Mi diverto a osservare le tombe, ritrovate dopo l’oblio, attraverso gli arbusti fioriti.

 

 

 

 

Vecchie lapidi illeggibili offrono spazio alla fantasia che immagina misteriosi epitaffi.

 

 

 

 

Ogni dettaglio merita attenzione, come una poesia da leggere e rileggere.

 

 

 

 

 

Antiche parole raccontano di una donna friulana del XIX secolo, destinata a un’eternità lontana dal luogo natìo.

 

 

 

 

 

Lo sguardo si inebria di un paesaggio fatto rivivere con entusiasmo.

 

 

 

 

 

La medaglia di un aviatore, giovane per sempre, raccoglie l’ammirazione dei visitatori emozionati.

 

 

 

 

Una statua che esprime dolore mi invita ad abbandonarmi a confidenze…

 

 

 

 

Una coppia mi osserva dal passato.

 

 

 

 

 

Il tempo si sente sfidato su questa collina della Val Polcevera…

 

 

 

Una croce insegue l’azzurro.

 

 

 

 

 

Una tomba mi sembra un altare che domina il giardino.

 

 

 

 

 

Il colore è sempre gradito!

 

 

 

 

 

 

 

La chiesa di Murta veglia sui parrocchiani di un tempo…

 

 

 

Una sepoltura ornata da un risseu; bella sorpresa!

 

 

 

 

 

Un frammento di marmo, sopravvissuto al tempo, mi commuove.

 

 

 

 

La situazione di una tomba fa pensare a un terremoto impietoso.

 

 

 

Un’altra, attentamente ricomposta, custodisce chi riposa per l’eternità.

 

 

 

 

 

Piccole sepolture comprimono il mio cuore. Resterò qui a lungo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

www.rosetodimurta.it

 

        Pensieri personalissimi osservando alcune statue nel luogo sacro dell’isola flegrea

 

 

 

Sono qui con qualche malinconia (tanto per cambiare!). Il cuore è gonfio di una certa tristezza che da anni non vuole allontanarsi.

 

Mi confido con la statua di San Gioacchino insieme alla sua piccola Maria. Gioacchino rappresenta chi ha realizzato il sogno di diventare genitore. Bel destino!

 

 

L’Addolorata, di nero vestita, mi piace infinitamente, come sempre. Percepisco il dolore rappresentato dal pugnale nel cuore. Anch’io ormai mi vesto prevalentemente di nero.

 

 

Che bella Santa Margherita d’Antiochia! Faccio amicizia con lei, disdegnando il drago…

 

 

Ecco Sant’Alfonso Maria de’ Liguori! Torno a una mia lettura giovanile: “Tutto spero per il sangue di Cristo”; che bel ricordo!

 

 

San Ciro, con il passato a Santa Margherita Nuova è un personaggio sconosciuto per me. Bisognerà rimediare…

 

 

Il giovane San Tarcisio mi commuove mentre leggo, con curiosità, la lapide che lo accompagna…

 

 

HOC ALTARE MARMOREUM

SALVATOR SCHIANO DI SCIABICA

CAPITANUS COASIUTOR

EJUSDEM ECCLESIAE

DIE VI° NOVEMBRIS MDCCCXCIII

FACERE IUSSIT

 

 

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe è qui per ricordare tutte le donne desiderose di maternità. Mi fermo a pregare per tutte, sognando la loro felicità.

 

 

 

 

Per saperne di più:

https://www.procida.it/versione-italiana/chiese/san-leonardo

https://www.sanleonardoprocida.it/

 

 

Sogno una vita colorata come queste case sul mare.

 

 

Sosto, ovviamente in preghiera, davanti a una Madonna ottocentesca.

 

 

 

Il cuore vorrebbe rimanere a contare i giorni restanti a Santa Margherita Nuova.

 

 

 

A San Michele gli antichi monaci si mostrano con lo sguardo della morte.

 

 

 

Mi impregno di emozioni suscitate dal Palazzo d’Avalos.

 

 

 

Da un antico albergo affido a un tramonto pensieri sognanti che non hanno futuro.

 

 

 

Nella chiesa di San Leonardo effigi di santi mi accompagnano un viaggio tra storia e pietà.

 

 

 

Incontro un figlio di Procida del passato che si è fatto onore in un luogo lontano…

 

 

 

Cammino in una strada cercando le parole per far diventare memoria questo viaggio.

 

 

 

Una lapide ricorda una vita dedicata all’impegno con toni d’altri tempi.

 

 

 

 

La base di un monumento dialoga con i turisti curiosi.

 

 

 

Una panchina aspetta i passanti per una pausa presso un antico palazzo.

 

 

 

Nella chiesa di Sant’Antonio Abate mi rivolgo commozione a una devota del passato, grazie alla quale sant’Anna e Maria bambina sono rappresentate.

 

 

 

Lasciando l’isola vorrei sentirmi come un giovane marinaio al suo primo imbarco, dopo aver letto e riletto il “Catechismo Nautico” (visto nel Museo Sebastiano Tusa).

 

 

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

https://www.comune.procida.na.it/

https://www.procida.it/

https://www.visitprocida.com/

 

 

 

 

 

        Suggestioni osservando le finestre

 

 

 

Sbarre invecchiate cercano un futuro per mostrarsi al mondo da un’isola che vive un anno speciale.

 

 

 

Lo sguardo indugia a immaginare il mondo oltre le sbarre, ma che si insinua in una cella attraverso piccoli spazi.

 

 

 

Una finestra in una camerata per portare alla luce preghiere, bestemmie, urla, maledizioni e richieste di pietà.

 

 

 

La memoria resta nei luoghi; presso le finestre ricche di contrasto tra dentro e fuori i pensieri del passato sono più vivi di quelli del presente.

 

 

 

 

 

Una luce in una stanza che ospita stracci. Qualcuno si domanda perché?; qualcuno si perde nelle sue malinconie.

 

 

 

 

 

Il mare è prigioniero, insieme al cielo. Due toni d’azzurro si tengono compagnia dietro le sbarre, attendendo un’improbabile amnistia.

 

 

 

 

La desolazione abita qui; ogni tanto si affaccia dalla finestra e canta un’antica romanza a un pubblico nascosto.

 

 

 

 

 

Finestre come due occhi in un volto rimasto a metà, senza sorriso.

 

 

Un quadro diviso in sei parti, forse per giocare a tris con la fantasia in certe giornate interminabili.

 

 

 

 

 

Quel che resta di un letto; una finestra da cui fuggire con il pensiero, inciampando nel presente.

 

 

 

 

Se mi aspettassi una liberazione lo farei accanto a queste grate, forse sgranando un rosario…

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

https://guidadiprocida.com/cosa-vedere-palazzo-davalos-procida/

https://www.visitprocida.com/luoghi/luoghi-di-interesse/palazzo-davalos/

https://www.comune.procida.na.it/index.php?action=index&p=621

https://www.iviaggidivale.it/palazzo-davalos-procida/

 

 

 

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