Alcuni oggetti che hanno vissuto da vicino le vacanze terapeutiche di un bambino bielorusso in epoca pre-covid e pre-guerra raccontano…

 

 

Si, quel bambino dell’Est è stato qui; in un giorno di nebbia del dicembre 2017, per la precisione il 24.

 

Il mio piazzale era popolato di casette in legno per il mercatino di Natale; il piccolo bielorusso però era fortemente attratto soltanto da scivolo e altalene.

 

 

Ascoltavo la sua voce che si diffondeva nel grigio brumoso.

 

 

Osservavo la gioia dei suoi ospitanti, luminosa come certe albe con cui iniziano le mie giornate.

 

 

Sapevo che era la sua prima vacanza invernale lontano dalla Russia Bianca; le emozioni si accavallavano di momento in momento in un tripudio di vita.

 

 

Avrei voluto rivedere quel bambino straniero, magari in un’altra stagione.

 

 

Il mio desiderio non si è realizzato, non so a chi confidare il mio dolore….

 

 

 

 

 

 

Sono la stanza del bambino lontano (ormai cresciuto).

Stanotte la sua voce si è materializzata nel mio spazio. Si è sentita chiaramente; arrivava da un sogno. Un sogno frutto dell'amore di chi per anni mi ha offerto al piccolo figlio della terra bianca.

Il sogno, come succede, è finito all'alba.

L'alba di un altro giorno popolato dai ricordi.

        Oggetti legati all’accoglienza di un bambino bielorusso per vacanze terapeutiche

       

 

La fotografia del primo giorno di scuola per rivivere un’istante di felicità.

Il ricordo di un castello speciale, dove scoprire meraviglie.

Una tazza, dono del primo giorno italiano.

 

 

Un autobus antico per seguire una passione!

La borraccia, presenza costante in  giornate colorate.

Un libro di favole che accompagna serate sognanti.

 

 

Lo zaino, regalo dell’amica più cara.

Piatto e posate per i pasti consumati scherzando.

Un libro con dinosauri da colorare con entusiasmo

 

 

L’aereo da costruire, per sentirsi eroico alla conclusione.

Un album da disegno per liberare la fantasia.

Macchinine per scorrazzare, rumorosamente, nella stanza.

 

 

I peluche da coccolare.

Un flauto donato col cuore.

Un grembiule da cuoco per divertirsi in cucina.

 

 

Il dizionario per scoprire parole nuove.

Una maglietta che arriva da lontano.

Il magnete portato dall’amata Russia Bianca

 

Sono stato una delle prime scoperte di Kattim nell’estate 2017.

Il piccolo bielorusso si divertiva a correre dentro di me; talvolta saliva anche sulle mie pareti curve, fino a dove era possibile.

Una volta il bambino è stato fotografato sul mio pavimento con uno sguardo particolarmente triste. In quei giorni non era contento di essere a Genova, aspettava con ansia il momento di tornare nella sua amata Russia Bianca.

Talvolta ho l’impressione di risentire la sua voce. Sbaglio sempre.

 

 

 

 

Sono stato fatto da Kattim nei suoi ultimi giorni genovesi.

Durante la sua ultima vacanza italiana negli ultimi giorni del 2019 e i primi del 2020 aveva una irrefrenabile mania per la costruzione dei miei simili.

Il piccolo bielorusso era sempre in cerca di fogli di carta per le sue creazioni volanti.

Io sono il più bello (ne sono certo!) e oggi sono appeso ad una parete per tenere compagnia agli ospitanti rimasti soli.

 

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