A cinque anni dal blocco delle vacanze terapeutiche in Italia per minori bielorussi
Non sei più qui.
Probabilmente non ti rivedrò più.
Il tuo nome anima le mie preghiere e certi scritti deliranti dettati dalla tua assenza.
Interrogo spesso il mio cuore sul tuo ritorno. Resta sempre muto.
Il tuo Teddy, l’orsacchiotto è ancora qui. So che ti ha scritto anche lui.
Proprio cinque anni fa ho capito che per un po’ non ti avrei rivisto a causa di un morbo letale che ha imprigionato il mondo. E poi è arrivata una guerra.
Rivorrei la vita di prima, ospitandoti in giornate rigeneranti lontano dalla tua terra bianca.
Rivorrei sentire la tua voce mentre giochi nella tua stanza, mentre esulti per aver finito di costruire il trenino di cartone.
Rivorrei le tue emozioni regalate dai libri di favole, che ora ti aspettano invano nello scaffale.
Il tuo zainetto è rimasto qui, nostalgico delle gite alla scoperta di sentieri in allegria compagnia.
Perderti ha devastato i miei giorni che passo seduta su una sedia, accarezzando i tuoi vestiti, ormai troppo piccoli per te.
(Disegno di Antony Risi)