A un destinatario che esiste (o non esiste) da un mittente che non esiste (o esiste)

 

 

 

 

 

        A cinque anni dal blocco delle vacanze terapeutiche in Italia per minori bielorussi

 

Non sei più qui.

Probabilmente non ti rivedrò più.

Il tuo nome anima le mie preghiere e certi scritti deliranti dettati dalla tua assenza.

Interrogo spesso il mio cuore sul tuo ritorno. Resta sempre muto.

 

Il tuo Teddy, l’orsacchiotto è ancora qui. So che ti ha scritto anche lui.

 

Proprio cinque anni fa ho capito che per un po’ non ti avrei rivisto a causa di un morbo letale che ha imprigionato il mondo. E poi è arrivata una guerra.

 

Rivorrei la vita di prima, ospitandoti in giornate rigeneranti lontano dalla tua terra bianca.

Rivorrei sentire la tua voce mentre giochi nella tua stanza, mentre esulti per aver finito di costruire il trenino di cartone.

Rivorrei le tue emozioni regalate dai libri di favole, che ora ti aspettano invano nello scaffale.

 

Il tuo zainetto è rimasto qui, nostalgico delle gite alla scoperta di sentieri in allegria compagnia.

 

Perderti ha devastato i miei giorni che passo seduta su una sedia, accarezzando i tuoi vestiti, ormai troppo piccoli per te.

 

(Disegno di Antony Risi)

Vorrei comporvi un Requiem, mentre vi immagino in volo verso “il paradiso dei capelli” …

Con voi saluto una parte di me, sapendovi intrisi di sogni, emozioni e carezze…

Vi conserverò in una treccia, composta in una minuscola bara, da portare nella tomba per affrontare l’eternità.

 

(21 luglio 2023)

 

 

Lettera di una donna che sogna la maternità

 

Caro piccolo, ti sceglierei come mio bambino.

Vorrei trovarti nella mia realtà, non solo nel mondo dei sogni.

Scaldato dal mio amore, smetteresti di essere in terracotta per diventare umano.

Ti racconterei ogni giorno di quanto ti ho cercato tra preghiere e cliniche speciali.

Vivrei per te, in un presente immortale.

 

 

 

 

Caro piccolo, incontrato per caso, in una sublime rievocazione ottocentesca, mi ricordi qualcuno. Qualcuno che, se le cose fossero andate diversamente, sarebbe qui con me e, ne sono certa, vorrebbe una foto insieme a te, riconoscendoti come suo sosia inanimato.

Potrei portarti via; se sapessero il motivo anche gli organizzatori del Presepe acconsentirebbero.

Potrei leggerti le favole la sera e accarezzarti i capelli prima del sonno.

Potrei sceglierti i vestiti da indossare ogni giorno, certo con preferenza per i toni del blu che porti ora e che tanto ti fanno sembrare simile al bambino vero.

Potrei, soprattutto, grazie alla tua – seppur muta ed immobile – presenza, addolcire le amare giornate del periodo natalizio.

 

Tags:

Info

Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo le disponibilità e la reperibilità dei materiali.

Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 2001.

Search