Luoghi

 

Appunti distratti di viaggio

 

 

 

A Pentema in un giorno grigio cerco il passato, meditando su ricordi legati a lontani antenati.

 

 

Cerco sorrisi al trogolo antico e ascolto chiacchiere e sciabordii.

 

 

Mi riconosco in una donna con lo scialle nero come il colore dei miei pensieri.

 

 

Chiedo aiuto all’allegria arancione che riscalda una donna e le sue emozioni.

 

 

Cerco un po’ d’azzurro in una fanciulla che ha la primavera nello sguardo e il cuore colmo di sogni.

 

 

Aiuto una giovane a stendere i panni ascoltando novità di due secoli fa.

 

 

Mi coinvolge un berretto rosso e accarezzo ricordi vecchi di anni….

 

 

Applaudo al lavoro di un fabbro e alla sua sapienza che ha servito la Val Pentemina.

 

 

Un orologio mi suggerisce di prendermi cura della mia vita.

 

 

Mi fermo davanti alla chiesa, attendendo conforto.

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

https://www.pentema.it/il-presepe/

 

 

Presso il santuario, aspettando il 29 agosto

 

Mi allieta sempre il saluto che accoglie i pellegrini in cerca di sollievo.

 

 

Alla cappella dell’Apparizione deposito le stanchezze, come davanti ad una madre.

 

 

Il luogo sacro mi riconcilia –per un attimo – con i tormenti abituali.

 

 

Mi affianco a Benedetto Pareto, immaginando le sue emozioni nel 29 agosto del 1490.

 

 

Vorrei essere il mazzo di fiori che – con tenerezza – sussurra amore alla Vergine.

 

 

Un sentiero mi aiuta a pregare; ogni passo scandisce un’invocazione.

 

 

La vista del Santuario evoca preghiere e lacrime; anche gioie straripanti di gratitudine.

 

 

Il silenzio tra gli alberi accoglie le malinconie, portate fin quassù cercando consolazione.

 

 

L’albero preferito mi sorride, promettendomi un giorno di festa per recuperare le speranze.

 

 

Saluto le bandiere colorate che ornano il cielo, in attesa del 29 agosto.

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

https://www.santuarioguardia.it/

Emozioni datate 10 giugno 2023

 

 

Da meno di un mese ho una novità: cresce in me una creatura che non sarà partorita, ma che forse divorerà la mia vita.

Qualcuno mi deporrà nella tomba, i miei sogni mi circonderanno elevando lamenti al destino, freddamente indifferente.

Voglio creare nuove memorie, anche in quest’ultima fase dell’esistenza.

Mi preparo a soffrire; ho già sofferto tanto. Forse lo ricorda anche questo luogo a cui, ancora una volta affido le mie emozioni.

 

 

 

La mia anima è inquieta mentre calpesto questo prato.

Penso a mia madre, che mi aspetta nel regno dei morti.

Penso che forse dovrò sacrificare gli amatissimi capelli sull’altare della guarigione.

Penso ad interminabili ore da passare in un reparto oncologico.

Penso ad una schiera di rinunce, pronte a distruggere il mio quotidiano.

Penso a chi mi esorterà alla speranza, scontrandosi col mio sguardo incredulo.

 

 

 

 

L’immagine del mio bambino, dono dell’Est, si manifesta nell’area giochi. L’archivio dell’anima sembra piangere sangue, come quello che ha rivelato la creatura che cresce nel mio ventre.

Non vedrò diventare grande il mio bambino. Questo è stato il pensiero istintivo quando si è rivelata la presenza della nuova creatura. Per me resterà sempre un cucciolo desideroso di nuovi giochi.

 

 

 

 

Non chiedo una grazia. Non merito niente.

Aspetto solo che la luce si spenga, come quella delle candele consumate.

 

 

Vicino alle candele immagino il mio corpo esanime, deformato dalle terapie, e penso al dolore che vivrà chi mi ama.

 

 

Abbraccio la mia sofferenza mentre cerco la Madre, la Signora del Monte Figogna.

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

https://www.santuarioguardia.it/

        Pensieri per un piccolo perso durante l’attesa

 

Se la morte non fosse arrivata,

il tuo nome sarebbe tra questi e spesso lo avremmo osservato con devoto entusiasmo.

 

Se la morte non fosse arrivata,

mi sarei persa nel tuo sguardo allattandoti con la tenerezza di una Madonna dipinta in un’icona.

 

Se la morte non fosse arrivata,

avrei esultato alle tue prime parole e ai tuoi primi passi colma di orgoglio materno.

 

Se la morte non fosse arrivata,

ti avrei letto le favole in serate interminabili prima del sonno

 

Se la morte non fosse arrivata,

avremmo vissuto l’emozione del primo giorno di scuola, da ricordare tra le emozioni più belle.

 

Se la morte non fosse arrivata,

avremmo scoperto il mondo insieme, trovando sorprese sempre nuove.

 

Se la morte non fosse arrivata,

avremmo pregato insieme in questo luogo, accendendo candele con lo sguardo a Maria.

 

 

 

Invece mi perdo sognando ricordi mai creati, in un tripudio di rosa e azzurro che non è nel mio destino.

 

Altare dell’affidamento dei bambini

 

 

        Emozioni casuali, sparse nel tempo, sul monte Figogna

 

 

Certi alberi spogli mi parlano della fine, che può sempre riservare una rinascita.

 

 

Gli avanzi di candele consumate hanno nell’anima quel che resta delle preghiere, anche quelle mormorate per caso.

 

 

Seguo un’indicazione che può offrirmi la salvezza.

 

 

La memoria di un giorno d’agosto lontano nel tempo attende i pellegrini devoti.

 

 

Un’immagine tenta di consolarmi, ma certe tristezze hanno radici profonde.

 

 

Una prospettiva insolita incuriosisce i pensieri.

 

 

Chiedo ad un angioletto risposte ai miei dubbi, domandandomi il perché del suo silenzio.

 

 

Mi rivolgo alla Signora di questo luogo, con fiducia nell’accoglienza materna.

 

 

Forse il primo chiarore mia prossima vita mi appare, dandomi appuntamento per un giorno misterioso.

 

 

Osservo le mie luci preferite con entusiasmo infantile.

 

 

I miracoli mi guardano dalle pareti, forse compatendomi.

 

 

Sorrido – maternamente – ad un volto del passato.

 

 

Ecco il mio altare amatissimo, con un ricordo particolare.   

 

 

Un tramonto mi sorprende, lo contemplo rifugiandomi nel silenzio.

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

https://www.santuarioguardia.it/

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