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Sui sentieri e nella vita 

 

         Un percorso nel ponente genovese verso un santuario

 

L’ultima volta che ho fatto questa salita ero con qualcuno che potrei non rivedere mai più. Ho il cuore pieno di amarezza e di nostalgia. La gioia di quei momenti passati ogni tanto si affaccia tra le pietre e le piante. Perché? La vita è quello che è.

Inizio il cammino dalla ferrovia che ha in sé sempre la bellezza del viaggio, o almeno del sogno del viaggio.

 

 

 

 

 

Passo davanti al Cimitero di San Giovanni Battista; mi riprometto di tornarci. Certamente troverò qualcosa di interessante…

 

 

 

 

 

Più avanti è una porta a raccontarmi qualcosa, col suo antico architrave.

 

 

 

Che bella chiocciola! Quanto sarebbe al bimbo della Russia Bianca che in passato ha colorato certi periodi della mia vita.

 

 

 

I resti, sconfitti dal verde, di una fornace per la calce mi distraggono dalla malinconia che sta diventando ingombrante.

 

 

 

Un’indicazione mi assicura che sono sulla strada giusta; vorrei fosse così anche in altri momenti della vita.

 

 

 

Una casa uscita da una favola mi fa rivivere un bel momento della stessa gita fatta tempo fa. Forse la mia allegria di allora aleggia ancora in questo punto del sentiero.

 

 

 

Mi guardo alle spalle e il cielo sembra emergere dalla città scura.

 

 

 

Intanto il santuario del Monte Gazzo si avvicina…

 

 

 

Confido alla luna le fragilità di oggi, so che capirà…

 

 

 

L’oratorio di San Rocco mi aspetta per farsi ammirare nei suoi dettagli…

 

 

 

 

…. e anche dal retro!

 

 

 

Mi riconosco in un rudere, tanto è lo sconforto che mi assale a ogni passo.

 

 

 

Mi incuriosiscono i “fortini”, bunker dell’ultima guerra.

 

 

 

 

Sono arrivata al santuario, ecco il campanile…

 

 

 

…e la padrona di casa, Nostra Signora della Misericordia.

 

 

 

 

 www.ucamgenova.org/sent_sestri/sentiero5.htm

 

www.loveliguria.it/itinerari-in-liguria/sentiero-delle-vecchie-fornaci/

 

 

 

         In cammino sulle alture di Genova

 

 

Inizio in salita, come nelle migliori occasioni!

 

 

Una Madonnina, a cui affidare la giornata.

 

 

 

Una panchina in pietra, bella nella sua semplicità…

 

 

…ma la salita continua!

 

 

 

Una targa devota porta indietro nel tempo!

 

 

Uno sguardo al panorama, con la Madonna della Guardia sulla cima.

 

 

Un muretto a secco indica la strada.

 

 

La chiesa di Geminiano dedicata alla Vergine del Carmelo e a Santo Stefano, come si legge nella facciata:

 

SANCTAE MARIAE VIRGINI DE CARMELO ET SANCTO STEPHANO DICATUM

 

 

 

Una preghiera alla Madonna del Carmine

 

 

 

Il cammino continua.

 

 

Ancora un saluto a Geminiano.

 

 

Il verde è il signore di questa giornata!

 

 

L’acqua non abita più qui!

 

 

Una casa abbandonata gioca a nascondino nella natura.

 

 

Il sentiero nel sole regala gioia al percorso.

 

 

I rami degli alberi ricamano il cielo.

 

 

Le ombre si inseguono.

 

 

Il panorama presenta il mare.

 

 

 

Il gelsomino profuma di malinconia e il perché resta nel cuore.

 

 

 

Fotografie scattate il 30 maggio 2020

 

Per saperne di più:

 

https://www.fieliguria.com/images/Sentieri-Zone-GENOVA/Zona3/GE03S03bolzanetoRighi.pdf

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         Nell’entroterra ligure alla vigilia del lockdown

 

L’ ultima gita prima del confinamento dovuta al Corona Virus, da ricordare con nostalgia nei mesi di ferrea astinenza escursionistica.

Nelle giornate casalinghe mi sono domandata cosa rappresenti per me il cammino sui monti. Mi sono data tante risposte, alcune che coinvolgono l’anima, altre che richiamano le mie origini in un luogo dove un tempo i sentieri erano l’unica via di comunicazione.

Nelle riflessioni in quarantena ho capito che di una gita, come di altre cose della vita, mi piace in particolare l’attesa, studiandone in anticipo i luoghi e, soprattutto, i nomi dei luoghi. Che disciplina affascinante è la toponomastica! Anzi, non escludo, prima o poi, di gettarmi a capofitto in questa passione.

E la storia? La mia compagna di tante giornate, sempre pronta a risollevarmi nei momenti più bui? Certo anche lei s’insinua nei pensieri dei giorni precedenti una gita, raccontandomi dei territori che incontrerò.

In fondo, percorrere un sentiero offre un arricchimento utile per la vita, di cui ognuno può cogliere la sua personalissima dimensione.

 

Adesso rivivo quella gita dell’8 marzo 2019…

 

Inizio il percorso da Uscio devotamente, passando davanti a un’edicola mariana che presenta un’iscrizione indimenticabile per la tenerezza.

 

 

 

 

FERMATI

SALUTA LA MAMMA

SII DOCILE COME FIGLIO

BUONO COME COLONBA (1)

 

…………………

 

ANNO MARIANO

 

11-9-1954

 

 

 

Un cartello mi indica la Via del Mare diretta a Portofino

 

 

 

Più avanti incontro una casa in cui ormai abita solo la vegetazione.

 

 

 

 

Il dettaglio della costruzione in pietra mi incanta.

 

 

 

Mi guardo intorno e capisco perché ogni incontro con la natura sia occasione per rigenerarsi.

 

 

Un’altra casa antica sembra qui per rallegrarmi.

 

 

Una nicchia è ormai desolatamente vuota, ovviamente mi domando da chi sia stata abbandonata…

 

 

 

Antiche lastre poste sul terreno come sentinelle per segnare un confine testimoniano il passato e le sue tradizioni.

 

 

Laggiù il mare. Quanto mi manca!

 

 

 

Uscio si intravede tra i rami…

 

 

 

 

…e poi si svela totalmente!

 

Goffredo Casalis così racconta di questa località nel 1853(2):

 

         Il territorio essendo irrigato da parecchi rivi è assai più fecondo di quelli dei confinanti comuni: le sue produzioni vegetabili sono in abbondanza il grano, la meliga, i marzuoli d’ogni sorta, le patate e le castagne.

 

 

 

Gli alberi spogli mi sembrano, come sempre, un dono sul cammino.

 

 

 

Ecco il Monte Tugio con una croce, a cui affidare la vita.

 

 

 

 

 

Fotografie scattate l’8 marzo 2020

 

(1) COLONBA: così nel testo.

 

(2) Goffredo Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna, G. Maspero librajo e Cassone, Marzorati, Vercellotti tipografi, Torino, 1853, volume XXIII, pag. 424

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

 

www.prolocouscio.it/

 

 

         In cammino negli amati percorsi del parco ligure

 

Monte di Portofino tutta la vita! Sono pronta a lasciarmi trasportare dai sentieri, guardando Santa Margherita dall’alto, mentre aspetto le emozioni che non tarderanno.

 

 

A Nozarego la salita mi invita…

 

 

 

Poco dopo incontro scale che promettono meraviglie…

 

 

 

La strada mi racconta la sua anima ligure…

 

 

 

Mi fermo in contemplazione della Cervara; rivolgo un pensiero accorato a chi, secoli fa, vi ha passato la vita.

 

 

 

Ogni pietra monastica nasconde una sinfonia di antica devozione…

 

 

 

Vorrei camminare per sempre su questo sentiero che mi avvicina al paradiso.

 

 

 

Non arrivo proprio in paradiso, ma a un luogo dedicato a san Gerolamo, che condivide l’intitolazione proprio con la vicina Cervara.

 

 

 

 

Sono arrivata alla località “Il frate”, toponimo collegato alla presenza monastica nella zona?

 

 

 

Poco dopo mi conquista un irresistibile panorama.

 

 

 

Sono arrivata a “Il monte”; faccio tesoro di questo verde da conservare nel cuore.

 

 

 

 

Con dell’altro verde la Natura soddisfa tutte le aspettative di questa giornata.

 

 

 

Più avanti altri colori accarezzano l’anima.

 

 

 

Alle Bocche l’istinto mi fa osservare un cartello vintage a cui, in solitaria, dedico un applauso!

 

 

 

 

Arrivo a Felciara, con l’attenzione a ogni dettaglio.

 

 

 

A Ghidelli cammino sotto gli alberi, e dimentico il resto del mondo.

 

 

 

L’emozione continua a Costa dei Ghidelli.

 

 

Un panorama mi invita a tornare per scoprire l’incanto di ogni sentiero!

 

 

 

 

 

 

Fotografie scattate il 15 aprile 2018

 

 

Per saperne di più:

 

www.parcoportofino.com/

 www.ivarchineltempo.it/ricerche/protagonisti-alla-cervara

 

 

 

 

 

Info

Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo le disponibilità e la reperibilità dei materiali.

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