Emozioni casuali, sparse nel tempo, sul monte Figogna
Certi alberi spogli mi parlano della fine, che può sempre riservare una rinascita.
Gli avanzi di candele consumate hanno nell’anima quel che resta delle preghiere, anche quelle mormorate per caso.
Seguo un’indicazione che può offrirmi la salvezza.
La memoria di un giorno d’agosto lontano nel tempo attende i pellegrini devoti.
Un’immagine tenta di consolarmi, ma certe tristezze hanno radici profonde.
Una prospettiva insolita incuriosisce i pensieri.
Chiedo ad un angioletto risposte ai miei dubbi, domandandomi il perché del suo silenzio.
Mi rivolgo alla Signora di questo luogo, con fiducia nell’accoglienza materna.
Forse il primo chiarore mia prossima vita mi appare, dandomi appuntamento per un giorno misterioso.
Osservo le mie luci preferite con entusiasmo infantile.
I miracoli mi guardano dalle pareti, forse compatendomi.
Sorrido – maternamente – ad un volto del passato.
Ecco il mio altare amatissimo, con un ricordo particolare.
Un tramonto mi sorprende, lo contemplo rifugiandomi nel silenzio.
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