Emozioni tra pannelli e didascalie

 

 

 

 

 

 

 

          Voltri dalla fine dell’800 al 1910 nella collezione di cartoline di Nedo GONZALES

         Genova – Circolo ACLI di Via G. Buffa 15r – dall’8 al 15 giugno 2019

 

 

 

A giugno da qualche anno il quartiere genovese di Voltri mi invita ad un appuntamento speciale: un incontro con il passato.

La memoria del luogo si materializza nelle cartoline d’epoca, pronte ad incuriosire e stupire, della collezione di Nedo Gonzales.

E, così, dimentico di essere nel 2019 e mi ritrovo, attraverso alcune immagini della mostra, nei primi anni del ‘900: che imperdibile opportunità!

 

Ho un fresco ricordo della Villa della Duchessa di Galliera quindi ritrovo con gioia questo luogo, mentre un pensiero malinconico e affettuoso va alla sua famosa proprietaria.

 

 

 

L’immagine delle spiagge è quella che mi affascina di più; mi concedo una passeggiata nel 1902 nella spiaggia di Sant’Ambrogio curiosando tra piccole imbarcazioni, pensando ai cantieri che verranno…

 

 

Eccomi qualche anno dopo, nel 1906, nella spiaggia di Sant’Erasmo, meravigliandomi per la sua grandezza.

 

 

 

 

 

Torno indietro nel tempo, nel 1904, e mi sposto sul Ponte sul Leira, mi diverto ad osservare i riflessi nell’acqua.

 

 

 

 

 

Mi sposto nel 1903 e mi aggiro tra le bancarelle di Via Garibaldi, in occasione della “festa di San Carlino” che viene celebrata in onore di San Carlo Borromeo la domenica successiva al 4 novembre dalla parrocchia di Sant’Ambrogio1. A proposito della grande devozione voltrese per il santo milanese ricordo che Goffredo Casalis nel 1854 scrive che “migliaja di lumi rischiarando la processione notturna fanno spiccare la pittoresca vaghezza del luogo2.

 

 

 

 

Passo dal sacro al profano e, nell’estate del 1905, mi aggiro tra i vari stabilimenti balneari, ammirando i costumi da bagno (e i cappellini!).

 

 

 

 

Viaggiando nel tempo l’estate successiva decido di fermarmi ai “Bagni Regina Elena”; quanto mi piace lo chalet in legno!!!

 

 

 

Termino la mia permanenza nella Voltri del passato nel 1908 e, come si fa in una vacanza, mando i saluti a chi non è con me!

 

 

 

 

 

 

 

      

                1 www.santambrogiodivoltri.it/san-carlino.php

                2 Goffredo Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna, G. Maspero librajo e Cassone, Marzorati, Vercellotti tipografi, Torino, 1854, volume XXVI, pag. 614          

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           Alla scoperta della Regola di Vita di San Francesco di Assisi

 

         Genova - Museo Beni Culturali Cappuccini  -  fino a domenica 30 giugno 2019

 

         Un’occasione per conoscere la Regola di San Francesco attraverso parole, oggetti e opere d’arte…

 

 

Difficile resistere al richiamo di San Francesco; riduttivo definirlo un amico, anche se in fondo mi piace pensarlo così…

Quindi eccomi puntuale alla mostra primaverile del Museo genovese dei Beni Culturali Cappuccini, pronta ad emozionarmi (e ad imparare)!

Il percorso espositivo, tra le altre cose, mi racconta che all’origine Francesco non pensava a una regola, ritenendo sufficiente il Vangelo sul quale impostare la vita, solo in seguito ne decise la costituzione.

Un utilissimo pannello mi racconta (spero una volta per tutte!) la storia delle tre famiglie del Primo Ordine Francescano.

 

 

 

 

 

Nell’Albero Serafico dell’Ordine Francescano cerco di individuare San Felice da Cantalice.

 

 

 

In passato sono stata proprio nel paese reatino del santo francescano, forse per chiedere una grazia che è meglio non ricordare.

 

 

Mi avvicino a un Crocifisso del Maragliano; potrei stare qui a meditare per ore.

 

 

 

Un dipinto di Bernardo Strozzi, San Francesco nel deserto, mi porta con il pensiero a un’isola della laguna veneta dove, tra le lacrime, ho confidato un dolore a una statua dell’Assisiate.

 

 

 

 Mi rianimo davanti a una Bibbia col commento di San Girolamo del XIII secolo.

 

 

 

Il codice in origine era parte del patrimonio del monastero della Cervara di Santa Margherita Ligure, a cui sono legati alcuni cari amici del passato.

 

 

Un’opera della manifattura cappuccina del XVIII secolo mi mostra San Francesco che riceve le stimmate.

 

Vorrei essere a La Verna dove l’evento è accaduto per ricevere consolazione in quel luogo così santo.

 

 

 

 

 

La pianeta utilizzata da San Lorenzo da Brindisi (1559-1619) soddisfa, almeno per oggi, la passione per i paramenti liturgici.

 

 

 

La vestizione di Santa Chiara, opera del 1603 di Cesare Corte, mi porta immediatamente a San Damiano dove la seguace di San Francesco è morta e la preghiera me l’ha fatta sentire infinitamente vicina. Che nostalgia!

 

 

 

La malinconia arriva puntuale davanti a documenti d’archivio relativi a Gaetano Bausa da Santa Margherita Ligure, cappellano militare in Russia. Non mi sento di stare troppo davanti a queste carte…

 

 

Mi avvicino ai pannelli che presentano i Cenni Cronologici della Vita di San Francesco, radunando emozioni e ricordi.

Termino la visita con uno schermo mi regala immagini sul tema Il cinema e la Regola di San Francesco.

Una parte della mia vita sicuramente si è intrecciata al percorso francescano e Assisi è quasi una casa abbandonata controvoglia.

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

 

www.bccgenova.it

 

 

 

MARAGLIANO   1664-1739

Lo spettacolo della scultura in legno a Genova

Genova - Museo di Palazzo Reale

Teatro del Falcone, 10 novembre 2018 – 10 marzo 2019

 

Finalmente incontro in un unico luogo varie opere dell’artista genovese, finora cercate o ammirate per caso una ad una. In questa occasione le sculture mi si offrono insieme, in una carrellata di meraviglia lignea che voglio ricordare a lungo.

Arriva da Rapallo un San Sebastiano che ha a terra la veste, l’elmo e lo scudo da soldato romano; lo accompagna un documento d’archivio del maggio 1700 che parla di lui. Gioisco sempre quando un’opera d’arte è presentata col valore aggiunto delle carte che l’hanno vista nascere!

San Rocco normalmente “abita” nella chiesa di San Martino di Zoagli, ha una veste che mi fa pensare a una pianeta fiorita di broccato. Mi soffermo a osservare il cane che ha il pane in bocca. Quanto mi piacerebbe una mostra dedicata al cane che accompagna il santo di Montpellier! Chissà se è mai stata fatta?

Una sequela di Crocifissi mi appare come l’immagine “simbolo” di questa mostra; scelgo, se così si può dire, il mio preferito. E’ quello proveniente dalla chiesa di San Michele nella frazione San Michele di Pagana di Rapallo. Mi fermerei in preghiera.

“Il Tempo” è una scultura normalmente conservata al Museo di Sant’Agostino di Genova; è in legno ma simula il marmo e sono caduta facilmente nell’inganno. Il soggetto è un vecchio alato con la falce in compagnia di un putto con la clessidra. Osservare quest’opera mi incoraggia a vivere sempre più intensamente, pensando a quanto sia affilata la falce…

 

 

 

Per saperne di più:

 

www.palazzorealegenova.beniculturali.it/anton-maria-maragliano-1664-1739

 

 

 

Francesca Gorzanelli

8 – 9 – 10 febbraio 2019
Genova - Palazzo Ducale

 

 

         Appunti ispirati da fotografie di un mondo cristallizzato nel presente che risale a più di 30 anni fa.

 

         Il Luna Park di Pripyat è ancora pronto per l’inaugurazione, destinato ad offrire divertimento che nessuno mai vivrà

         L’immagine di Lenin orna una parete, qui la propaganda sovietica non ha saputo che la storia è cambiata.

         La falce e il martello sono ancora sul cancello della casa della vecchia Hella, sfidando il tempo che passa.

         Un libro per bambini e una maschera antigas; è la foto, struggente ed evocativa, che preferisco.

         Il Café di Pripyat sulla riva del fiume aspetta i suoi clienti, ormai solo fantasmi.

 

         Un bel cielo nell’immagine del famigerato reattore 4 mi rasserena come un sorriso in una giornata buia.

 

 

Per saperne di più:

 

www.palazzoducale.genova.it/chernobyl-diario-di-viaggio

www.francescagorzanelli.it

 

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In viaggio con Wondy

 

 

 

         Ho un appuntamento speciale oggi; sono con un’amica mai conosciuta nella vita reale ma per me più importante di tante conoscenze concrete.

         Non stiamo bevendo un mojito (cosa che, immagino, a lei sarebbe piaciuta un sacco) ma la osservo in immagini tratte dai suoi ultimi anni, per trarne vitalità.

         Leggo, coinvolta fortemente, le didascalie, giocando a trovare frasi in cui riconoscermi. Per esempio, Francesca dice si star bene lontano da casa; anch’io! Vorrei vivere in un viaggio perenne assaporando emozioni, sfuggendo alla prigionia domestica.

         Mi commuovo all’ultimo pannello, quello che parla dell’addio di Francesca a questa terra, l’11 dicembre 2016. Asciugo le lacrime, riguardo la foto in cui la protagonista è in posa con la parrucca bianca e torno alla mia vita. La penserò con affetto al prossimo mojito. E non solo.

 

        

 

 Per saperne di più:

 

https://wondysonoio.org/

 

 

Info

Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo le disponibilità e la reperibilità dei materiali.

Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 2001.

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