Luoghi

 

Appunti distratti di viaggio

 

 

 

 

Alla ricerca dei cavalli selvaggi

 

 

 

         Philip, Regina, Spirit, Zeus: ecco alcuni nomi dei protagonisti di una giornata speciale passata intorno al Lago di Giacopiane.

         Cavalli un tempo domestici, tornati al regime selvaggio, popolano la Val d’Aveto senza più aver bisogno dell’aiuto dell’uomo.

         Una loro amica, se così si può dire, mi ha guidato con competenza ed entusiasmo attraverso i sentieri e, soprattutto, mi ha affascinato con i suoi racconti.

         Ora così conosco tante notizie inaspettate sui maestosi quadrupedi e mi stupiscono loro abitudini che mai avrei immaginato.

 

Aspetto altre giornate come queste!

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

 

http://www.icavalliselvaggidellaveto.com/

 

 

All’Eremo di Sant’Antonio Abate di Niasca sul Monte di Portofino. Perché?

 

 

 

         Sarà perché il luogo è dedicato al mio santo preferito, fondatore del monachesimo.

 

 

 

https://www.ivarchineltempo.it/index.php/component/content/article/sant-antonio-abate?catid=2:uncategorised&Itemid=244

 

 

         Sarà perché i suoi sette secoli di storia mi abbracciano, rassicurandomi.

 

 

 

https://www.ivarchineltempo.it/index.php/component/content/article/sette-secoli-dal-18-febbraio-1318?catid=2&highlight=WyJzZWNvbGkiXQ==&Itemid=101

 

 

         Sarà perché le mura conservano ancora l’eco di orazioni devote di chi ha vissuto per servire Dio.

 

 

https://www.ivarchineltempo.it/index.php/component/content/article/giovannino-luchino-e-guglielmo?catid=2&highlight=WyJnaW92YW5uaW5vIl0=&Itemid=101

 

 

         Sarà perché arrivare a Niasca dalla Valle dell’Acqua Viva è percorrere un sentiero del Parco di Portofino tra i meno frequentati (giustamente, porta ad un eremo!).

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

www.parcoportofinocode.it/Scheda?id=56

 

 

 

Sorpresa sul sentiero

 

 

         Sono in cammino a caccia di emozioni in uno dei luoghi più amati, il Monte di Portofino, che mi stupisce e mi conquista in ogni occasione. Il percorso di oggi mi offre una sosta gratificante nel passato per aggiungere meraviglia a meraviglia.

 

         Basta salire pochi gradini e e incontro un mugnaio dei secoli scorsi che si racconta:

 

                  Il mio mulino è uno dei tanti in questa Valle ricca d’acqua che offre sostentamento a me ad altri. Mi portano il grano e lo trasformo in farina che diventa pane; è il mio destino come è stato per mio padre e sarà per mio figlio.

                  Arrivano qui anche le olive per diventare olio, la macina ha attraversato i secoli e la si può ancora vedere. Non potete più vedere me ma la passione per il mio lavoro, sono certo, è rimasta a rappresentarmi.

 

 

Per saperne di più:

 

http://www.mulinodelgassetta.it/index.php/chi-siamo

 

 

 

 

 

A casa dell’eremita San Venerio

 

 

 

         Dalla scura spiaggia di Punta Corvo, sotto il paese Montemarcello, mi abbandono ai ricordi con lo sguardo sull’Isola del Tino.

         Ci sono stata anni fa, il 13 settembre 2009, nel giorno della festa in cui si può accedere al territorio che è militare. Ricordo di aver vagato tra quel che resta di costruzioni benedettine sostando in preghiera.

         Avevo pensato a Venerio, che ha concluso la vita da solo nell’isola. La scelta eremitica non mi ha mai attratto; non riesco a pensare con serenità alla solitudine totale, anche se vissuta al servizio di Dio.

         La processione in onore del Santo mi aveva coinvolto intensamente per quella devozione particolare in un luogo speciale, approfittando dell’ospitalità di un eremita morto nel VII secolo.

 

         Una voce mi riporta al mio presente sulla spiaggia, mi scuoto dal passato per lasciare Punta Corvo. La faticosa salita per Montemarcello, da affrontare con fierezza, mi aspetta.

 

 

Per saperne di più:

 

http://www.cinqueterreoutdoor.it/mare/370/lisola-del-tino-e-la-festa-di-san-venerio/

 

https://www.touringclub.it/destinazione/271415/spiaggia-di-punta-corvo

 

 

 

         I found my love in Portofino

 

 

 

         Non sto citando una canzone degli anni Cinquanta del XX secolo per parlare di un sentimento umano, ma per raccontare di un amore che va oltre la natura, un amore soprannaturale.

         Sono arrivato qui, in questo paradiso terreno tra Santa Margherita Ligure e Portofino, negli anni Sessanta del XIV secolo.

         Sono arrivato qui e non me ne sono più andato; sono un monaco benedettino e quindi ho promesso per tutta la vita la stabilità al monastero che mi ha accolto.

         Tutti i giorni della mia esistenza sono passati davanti a questo mare che con la sua bellezza mi parla di Dio, santificando la mia anima in lavoro e preghiera.

 

         Sono ancora qui, pensatemi nel cimitero dei monaci. Sotto il glicine.

 

 

 

Per saperne di più:

 

www.cervara.it

 

 

Info

Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo le disponibilità e la reperibilità dei materiali.

Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 2001.

Search