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Emozioni tra pannelli e didascalie

 

 

 

 

 

 

 

Genova - Palazzo della Meridiana dal 7 aprile al 10 luglio 2022

 

 

Oggi è l’anniversario della morte di mia mamma; è inevitabile pensarla più degli altri giorni. Per sentirmi meno sola in questa ricorrenza mi regalo una mostra appena inaugurata.

 

 

 

 

Immagino di essere con lei mentre varco la soglia di questo antico palazzo genovese.

 

 

 

 

 

La mostra presenta anche preziose maioliche/ceramiche in oggetti di uso comune, spesso casalingo, che certo lei avrebbe apprezzato!

 

 

 

 

 

 

 

 

Forse avrebbe sognato di possedere questo piatto, mostrandolo con orgoglio in ogni occasione possibile…

 

 

Placca con la Fuga in Egitto – 1700

 

 

 

 

Un’immagine mi fa pensare a quanto mia mamma amasse il presepe; che nostalgia del periodo natalizio dell’infanzia!

 

 

Domenico Piola – Adorazione dei pastori – 1650 circa

 

 

 

 

Alla Madonna della Misericordia, pronta in un abbraccio materno, affido le emozioni di questo giorno.

 

 

 Ceramista “G. F.” - Madonna della Misericordia - 1757

 

 

 

La Madonna intenta ad allattare il suo piccolo Gesù con san Giovannino vicino, mi riporta a quando mia mamma mi raccontava del suo intenso desiderio di maternità provato prima della mia nascita; un desiderio che un tempo proprio non capivo. Un tempo.

 

 

Bartolomeo Biscaino – Sacra Famiglia con san Giovannino 1650-1657 circa

 

 

 

 

Melanconia, vedo in te una fedele compagnia della sua vita. E della mia.

 

 

 

Giovanni Benedetto Castiglione, il Grechetto – Melanconia – 1645 circa

 

 

 

San Girolamo! Provo un legame molto forte per questo santo dell’antichità, anche perché la sua memoria cade proprio nel giorno del compleanno di mia mamma.

 

Bartolomeo Biscaino - San Girolamo – 1650 circa

 

 

Un’opera mi fa pensare alla grande fede che aveva mia mamma…

 

Valerio Castello – Pietà – 1645 circa

 

 

 

Mi fermo, carica di commozione, davanti a un crocifisso a pregare per l’anima della mia mamma…

 

 

 

 

 

Fotografie scattate l’8 aprile 2022

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

www.palazzodellameridiana.it/mostra-barocco-segreto/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo Ducale di Genova, dall’11 febbraio al 22 maggio 2022

 

 

La mostra è un’occasione per concedermi una parentesi di sogno in questi giorni ricchi d’inquietudine.

 

 

 

Monet mi dichiara il suo intento; come vorrei avere lo stesso entusiasmo inseguendo i miei progetti.

 

“Voglio dipingere l’aria in cui si trova il ponte, la casa, la barca. La bellezza dell’aria in cui si trovano, e questo non è altro che l’impossibile.”

 

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Claude Monet – Ritratto di Michel Monet neonato – 1878-1879

 

 

Un neonato; penso alle neomamme, alle mamme in attesa, alle donne che si aggirano nei meandri del desiderio di maternità.

 

 

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Claude Monet – Michel Monet in maglione blu - 1883

 

 

Un bambino grandicello; il ritratto mi colpisce nella memoria del cuore e mi sembra di ascoltare una voce infantile che parla con accento slavo. Malinconia, sei arrivata anche oggi!

 

 

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Eugène Boudin – Mucche al pascolo – 1880-1885 ca

 

 

Le mucche al pascolo mi distolgono da certi turbamenti, grazie a queste belle signore del mondo bovino!

 

 

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Jean Victor Bertin – Gita in barca sull’Essonne - s.d.

 

 

Quando potrò mi concederò un momento di svago come questo…

 

 

 

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Eugène Boudin – Veliero con la bassa marea – 1883-1887

 

 

 

Oppure potrei imbarcarmi per una vera vacanza…

 

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Claude Monet – Valle della Creuse, effetto sera - 1889

 

 

Ecco uno scorcio che sarebbe bello incontrare dopo ore di cammino.

 

 

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Claude Monet – La spiaggia di Pourville. Sole al tramonto - 1882

 

 

Osservare il mare scaccia sempre qualche brutto pensiero!

 

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Claude Monet - Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi - 1905

 

Un’immagine di Londra mi riporta a uno dei miei viaggi più belli.

 

 

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Claude Monet – Il ponte di Vervy - 1889

 

Come mi fanno sentire a mio agio queste case!

 

 

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Claude Monet – Ninfee - 1903

 

Resto senza parole davanti alle ninfee.

 

 

 

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Claude Monet – Il giardino di Giverny – 1922-1926

 

 

 

Un tripudio di pensieri si accavallano nel giardino di Giverny.

 

 

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Claude Monet – Salice Piangente – 1918-1919 ca

 

Un salice piangente; ricordo una volta di aver parlato con questa creatura. Mi fermo a continuare la conversazione…

 

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

https://palazzoducale.genova.it/mostra/monet/

 

 

Palazzo Mazzetti, Asti - dal 19 novembre 2021 al 5 giugno 2022

 

 

Una mostra sognata fin dalla prima immagine promozionale vista alla Stazione Porta Nuova di Torino! Ed ora eccomi ad Asti, pronta a un coinvolgente incontro con l’arte.

 

 

 

Faccio tesoro di una frase incontrata nel percorso espositivo!

 

 

Un pannello mi racconta la storia e… i quadri mi aspettano!

 

 

 

Senza accorgermene mi ritrovo in una assolata piazza solitaria; mi fermo ad aspettare qualche passante con cui chiacchierare…

 

 

Telemaco Signorini – Solferino

 1859

 

 

 

Una scena mi distrae, vorrei avvicinarmi al cane, magari per giocare con lui (ascoltando cosa si raccontano i protagonisti!).

 

Telemaco Signorini – L’Ardenza (Uliveta ad Antignano)

1859 – 1861

(particolare)

 

 

 

 

Ma vorrei anche soffermarmi ad osservare la natura, chiedendo agli alberi di donarmi energia…

 

Telemaco Signorini – L’Ardenza (Uliveta ad Antignano)

1859 – 1861

(particolare)

 

 

 

 

Imprimo nella memoria tutti i dettagli di questo scorcio monastico, amandone infinitamente l’atmosfera.

 

Giuseppe Abbati – Interno di San Miniato

1861

 

 

Vita claustrale! Che bel soggetto!

 

Vorrei ascoltare la storia delle vocazioni di queste monache, alle cui preghiere mi raccomando.

 

 

Vincenzo Cabianca – I segreti del chiostro

1861

(particolare)

 

 

 

Molti racconti potrebbero arrivare da questo ufficiale che mi sembra pensieroso.

 

Giovanni Fattori – Ufficiale a cavallo

1865-1870

 

 

Mi ritrovo in un quadro!

 

Sono sicuramente io, anche se in un’altra epoca!

 

 

Nino Costa – In meditazione sotto l’albero

1855-1856

(particolare)

 

 

 

Mi incuriosisce il tamburo abbandonato, forse stanco di accompagnare marce forzate…

 

Giovanni Fattori – Accampamento

1863

 

 

 

Vorrei diventare amica di questa donna; potremmo confortarci a vicenda nei momenti bui.

 

Vito D’Ancona – Profilo di signora

1860

 

 

 

Un carretto solitario e le montagne come sfondo; potrei fermarmi sul ciglio della strada ad osservare il mondo da qui…

 

Telemaco Signorini – Sull’Arno presso Firenze

1865 – 1868

 

 

 

Ma anche stare in questa strada di Piagentina non sarebbe male!

 

Vincenzo Cabianca – Strada a Piagentina

 1869

 

 

 

Il mio cuore gonfio di nostalgia mi fa vedere in questa immagine il mio bambino bielorusso lontano ormai da due anni. Mi commuovo pensando ai tempi Precovid quando in questi tempi era qui per le vacanze di Natale…

 

Giuseppe de Nittis – Bambino al sole

1869

 

 

Un interno domestico mi distrae. Forse.

 

 Adriano Cecioni – Le faccende di casa

1869

(particolare)

 

 

Ecco l’opera che mi ha invitato a visitare la mostra; rappresenta un mio obiettivo fallito, quello della maternità. Evidentemente non era destino che il mio sguardo si incrociasse in un legame sublime con quello di un figlio, come accade in questa immagine.

 

Silvestro Lega – Mamma col bambino

1866-1867

 

 

 

Abbandono la malinconia per salutare delle ottocentesche signore spezzine…

 

Vincenzo Cabianca – Acquaiole della Spezia 

1864

 

 

 

…e delle loro colleghe.

 

Telemaco Signorini – Acquaiole a Spezia

1862

 

 

 

 Mi allontano per osservare in lontananza un’altra mamma con bambino.

 

 

 

 

Telemaco Signorini – Strada di paese

1867

 

 

Un po’ di musica aiuta sempre!

 

Giovanni Boldini – Signore al pianoforte

1869

 

 

 

Odoardo Borrani – Signora al piano

 

1869

 

 

 

Un’altra frase da tenere a mente!

 

 

 

Una tipologia di immagine molto amata che mi riconcilia con la vita…

 

Eugenio Cecconi – Campo di grano

1875

 

 

 

Ecco il quadro che preferisco! Starei ore ad osservarlo!

 

Cristiano Banti – Alaide Banti sulla panchina

1870 – 1875

 

 

 

Cerco un po’ di compagnia tra i passanti.

 

 Telemaco Signorini – Ponte di Greve

1871-1875

 

 

 

 

Approfitto di un po’ di pace che mi regala questo paesaggio.

 

Stefano Bruzzi – L’aratura

1870-1875

 

 

 

 

Sosto accanto a queste donne al lavoro, immaginando i loro pensieri.

 

Giovanni Fattori – Le fascinaie

1874

 

 

Mi incanta il riflesso nell’acqua dei due protagonisti…

 

Odoardo Borrani – Pescatore sull’Arno alla Casaccia

1871

 

 

Intravedo i tratti di un’anziana signora conosciuta anni fa. Intavolo una conversazione sul tempo che passa.

 

Silvestro Lega – Figura di donna in cucina

1871-1872

 

 

 

Mi incuriosisce lo studio di un pittore ottocentesco!

 

Odoardo Borrani – Una visita al mio studio

1872

 

 

 

Mi piacerebbe sfogliare qualche libro…

 

Odoardo Borrani – Una visita al mio studio

1872

(particolare)

 

 

 

Un bambino sta piangendo.

 

Telemaco Signorini – Una via di Ravenna

1876

 

 

 

 

Vorrei poterlo consolare.

 

Telemaco Signorini – Una via di Ravenna

1876

(particolare)

 

 

 

Fermarsi presso una porta aiuta a conoscere un luogo e i suoi abitanti.

 

Odoardo Borrani – Antica porta a Pinti

1880

 

 

 

Vorrei entrare in questo quadro e unirmi alle protagoniste.

 

Ruggero Focardi - La raccolta delle pannocchie in Lucchesia

1891

 

 

 

 

Una carezza a questi piccoli…

 

 

Cesare Ciani – Bambini sull’aia

1901

 

 

 

Quanto mi immedesimo in questa figura dallo sguardo sognante!

 

Filadelfo Simi – Rêverie

1889

 

 

 

Un bambino che gioca! Che bel ricordo!

 

Giuseppe Magni – Il gioco del bimbo

1910-1920

(particolare)

 

 

 

Vorrei essere la donna del quadro…

 

Niccolò Cannicci – Pace nei campi

1891

 

 

Un volto mi commuove.

 

 

Telemaco Signorini – Chiacchericci a Riomaggiore

1894 (particolare)

 

 

 

Un’altra incursione nel mondo monastico!

 

Vincenzo Cabianca – Monaca nel chiostro 

1889

 

 

 

Cosa starà pensando questa donna?

 

Arturo Faldi – La vendemmiatrice

1882-1883

 

 

Mi fermo davanti al mare. Aspettando la notte.

 

Adolfo Tommasi – Scogli ad Antignano

1882

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fotografie scattate il 23 dicembre 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

 

www.museidiasti.com/mostra/i-macchiaioli/

 

 

Firenze - Galleria degli Uffizi (spazi espositivi del Gabinetto Stampe e Disegni)
23 novembre 2021 – 24 aprile 2022

 

Un’occasione per incontrare dei bambini, vecchi di secoli.

Mi accoglie un piccolino, a cui vorrei accarezzare più volte il capo, come facevo con il mio bimbo dell’Est prima del riposo notturno.

Annio Vero, un ricciolino di sette anni mi racconta di essere stato uno di quelli che io chiamo “angioletti”, quei figli volati in cielo troppo presto.

Qualcuno insiste perché ascolti le tante cose che vuole raccontare.

Un fanciullo di età antonina mi ricorda indubbiamente il figlio di un’amica, tanto sognato dalla sua mamma che spesso, a buon conto, si è definita miracolata.

Ammiro la pettinatura di un decenne, mi complimento, virtualmente, con chi ha acconciato questa bellezza.

Una bambola snodata mi racconta di essere stata compagna di giochi di una bimba che amava molto e di averla, con gioia, seguita nell’aldilà per allietare la sua infanzia eterna.

Un resoconto molto simile mi viene fatto da un cavallo giocattolo, perpetuo trastullo di due piccoli sepolti insieme.

Quasi invidio l’acconciatura di un fanciullo sacerdote i cui capelli mi raccontano di un’attenta cura pietrificata nei secoli.

Galerio mi sembra così triste… Forse la sua mamma è lontano.

Ecco Britannico, un tipo con il quale – non so perché – mi piacerebbe chiacchierare a lungo…

La scena di un parto mi rammenta un grande dono che la vita non ha voluto farmi.

Il “neonato votivo” al di là della sua storia mi porta alla mente gli ex voto di certi santuari, come ringraziamento per la prole ottenuta.

Oh! Un po’ di allegria! Me la infonde un “Bacco bambino” che sta raggiungendo un grappolo d’uva.

Un putto custodisce le noci con un lembo della veste, raccontandomi qualche curiosità sull’infanzia al tempo dei Romani.

“Ercole bambino che strozza i serpenti” mi riporta ai miei amati studi classici che molto spesso fanno ricordare la loro importanza.

Osservo i segni dionisiaci di un bambino, abbigliato nel busto funerario come un piccolo Bacco, e penso alla sua mamma e al suo dolore.

Provo ad immaginare i pensieri di un fanciullo coronato con lo sguardo che sembra volto lontano…

Il “bambino con arco” mi fa pensare quanto mi sarebbe piaciuto osservare mio figlio giocare, se lui non si fosse fermato nei sogni…

Il sarcofago di un piccolo defunto del quale viene invocato il nome mi porta direttamente alla mia vita. E al nome che invoco.

 

 

https://www.uffizi.it/eventi/mostra-bambini-antica-roma

 

 

 

Anche in una piccola cosa
14 gennaio – 20 febbraio 2022, Sala Liguria – Palazzo Ducale di Genova

 

 

Ricordo di aver incontrato Guido Rossa al museo interattivo delle migrazioni di Belluno, nel settore dedicato ai grandi bellunesi nel mondo, dove ho scoperto che non era genovese come avevo sempre pensato.

Il protagonista di questa mostra per me è anche il papà di un bambino meteora, il piccolo Fabio volato in cielo a due anni. Osservo ogni immagine avendo in mente questo dolore.

Scopro la passione che l’operaio alpinista aveva per fissare la memoria delle sue imprese, scrivendo o registrando. Applaudo con entusiasmo a questo desiderio di fissare il ricordo del passato.

Mi soffermo davanti a una classe elementare nepalese del 1963; vorrei ascoltare racconti da questi alunni lontani nel tempo. Anche alcune donne intente a frantumare sassi potrebbero essere soggetto interessante.

Attraverso gli scatti ho la sensazione di percorrere la valle del Langtang, fissata dall’obiettivo nei primi anni Sessanta.

Una frase di Guido Rossa campeggia su una parete:

 

“La realtà delle cose si identifica forse mai con il desiderio? E questo avrà poi un limite?”

 

Ho trovato uno spunto di riflessione che mi accompagnerà a lungo!

I dettagli di una spedizione himalayana mi incuriosiscono, come spesso succede quando mi imbatto in qualcosa tanto lontano dal mio mondo.

Una foto di Pentema, sbucata dagli anni Sessanta, mi porta a un territorio familiare che osservo affettuosamente. Lo stesso mi succede con una coeva immagine dell’abbazia di San Fruttuoso.

Mi ritrovo, una decina d’anni dopo, al Luna Park di Genova scrutando alcuni pesci rossi resi immortali da uno scatto attento.

Altre immagini genovesi dell’epoca mi fanno desiderare di conoscere ancora meglio l’attività fotografica di Rossa; succederà?

Qualche soggetto mi regala malinconia, l’emozione a cui non si può sfuggire. Ma ci sono anche luoghi in cui sarebbe bello percorrere sentieri nuovi!

Ecco la foto che avrei voluto fare io! Si tratta di “Albero secco nella tormenta” in cui trovo pace e speranza, come in una preghiera.

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

https://palazzoducale.genova.it/mostra/guido-rossa-fotografo/

 

 

Info

Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo le disponibilità e la reperibilità dei materiali.

Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 2001.

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