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A un destinatario che esiste (o non esiste) da un mittente che non esiste (o esiste)

 

 

 

 

 

 

         Alla protagonista del film “Venuto al mondo” (regia di Sergio Castellitto, 2012) nella scena dei colloqui per l’adozione

 

 

Cara Gemma,

vorrei essere vicino a te mentre con il tuo Diego sei di fronte alla psicologa “delle adozioni”.

Vorrei provare a infonderti coraggio mentre ascolti che “l’adozione è la cartina al tornasole delle nostre incapacità”. Non avevo mai sentito questa frase e la vivo come una pugnalata precisa al cuore.

Gemma cara, come mi riconosco in te quando dici che il desiderio di maternità è diventato un’ossessione per te… E’ proprio un’ossessione che non lascia spazi vuoti; si insinua in ogni momento, immagine, parola che la vita offre.

Citi le immagini di donne incinte, proprio quella poetica immagine portatrice di vita può turbare fino alle lacrime chi vorrebbe, non riuscendo, essere parte del mirabile processo creativo.

Mi unisco al vostro dolore quando la domanda d’adozione viene respinta.

Amica mia, è successo anche a me. Anch’io ho vissuto, tra le lacrime, quel momento in cui il futuro è diventato così diverso da quello sognato…

 

Fontana “Il dono della vita” di Alfonso Fortuna (particolare) a Costabissara (Vicenza)

 

 

Caro bambino sulla cicogna,

ma quanto sei bello! Scommetto che so dove stai volando!

Stai andando dai tuoi genitori, che ancora non ti conoscono, ma già ti vogliono un gran bene… Ti hanno preparato una camera con tanti giocattoli! Si, lo so che sei grande, ma sicuramente avrai tanta voglia di giocare, anche con altri bambini.

Forse hai un po’ paura di come cambierà la tua vita, di una lingua nuova, di un nuovo cibo e di tante altre cose che neanche immagini; i primi tempi saranno duri ma sono certa che con il tempo tutto si aggiusterà.

A proposito di tempo, ma quanto sei stato nascosto? I tuoi genitori ti cercavano da anni… e tu? Ti divertivi sempre a sfuggire; mi sa che ti piaceva sentirti così cercato con insistenza.

 

Allora, bel bimbo, continua il tuo volo meraviglioso e, quando sarai arrivato, abbraccia la tua mamma per me.

 

Per saperne di più:

https://www.facebook.com/alfonsofortuna.scultore/

http://www.mffgalerie.com/oeuvres.php?artiste=Fortuna

 

 

 

 

         Messaggi al protagonista del romanzo di Jack London

 

Vorrei andare in California per cercare di incontrarti nelle strade di Oakland, mentre ti aggiri con la povertà nello sguardo, subito dopo essere stato al banco dei pegni.

 

Vorrei aiutarti nei tuoi momenti peggiori; offrirti un pasto, riscattarti la bici impegnata o solo comperarti qualche francobollo, dopo aver applaudito ascoltando le tue liriche.

 

Ecco, soprattutto vorrei leggere tutto quello che scrivi, assaporando ogni parola e ogni virgola, come se fosse l’ultimo atto della vita.

 

Vorrei salutarti prima della tua partenza sul mare, e ringraziarti per ciò che rappresenti e per tutte le volte che, pensandoti, l’entusiasmo è stato al mio fianco.

 

 

 

 

VOLTRI Ragazza con cane, foto cartonata 18x22 con sola indicazione del luogo Voltri, manca data e nome. Coll. Nedo Gonzales.

 

 

 

Mi spiace non sapere il tuo nome, e neanche quello del cane.

Chissà cosa pensi, guardando l’obbiettivo…

Dove sei? A casa tua, oppure sei solo di passaggio davanti a un’abitazione voltrese?

Hai un bel vestito che esalta la tua figura snella; sarebbe bello sapere chi l’ha fatto, dove l’hai comprato e per quale occasione.

Vorrei sapere dei tuoi sogni, e se li hai realizzati.

Certo, stai pensando che sono un po’ troppo curiosa ma, sai, indagare il passato in fondo è la mia passione e fatico a controllare le domande!

 

Sarei felice di ritrovare il luogo in cui è stata scattata la fotografia, forse la tua anima è ancora lì, ad accarezzare il cane.

 

 

         Una mamma scrive al fondatore del Sorriso Francescano

 

 

Caro Padre Umile,

ti scrivo con infinita gratitudine che non sono in grado di esprimere con le parole.

Sono la mamma di uno dei tuoi bambini, quelli che hai raccolto tra le macerie della guerra.

Ricordo, al momento della morte, il dolore provocato dal pensiero straziante di lasciare mio figlio da solo; non mi importava di interrompere la mia vita, che potevo augurarmi lunga. Quel dolore si è dissolto sapendo che il mio piccolo aveva trovato una guida, un sostegno. E un tetto e una minestra.

So che sei stato tu ad insegnare a leggere al mio bambino; mi spiace aver perso quel momento che sognavo da quando lo avevo in pancia.

Caro Padre, mi accomiato da te chiedendoti di continuare ad aiutare dal Cielo tutti i bimbi che il destino lascia senza mamma.

 

 

 

Per saperne di più:

 

www.cappucciniliguri.it/padre-umile-da-genova.html

A. Caruso, Padre Umile da Genova (Giovanni Bonzi) – Una vita per gli altri, Elledici, Torino 2013

 

 

 

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