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Sui sentieri e nella vita 

 

Un percorso a Genova, in Val Bisagno

 

Che strano… Un tempo le aree giochi non mi dicevano niente. Da quando una creatura speciale arrivata dalla Russia Bianca ha illuminato alcuni miei giorni tutto è cambiato. E così mi metto a immaginare quanto Kattim avrebbe approfittato di questa altalena, se fosse qui.

 

 

Forse è meglio iniziare a camminare, così tanto per scacciare la malinconia, almeno per un po’….

 

 

 

 

 

Guardo dall’alto un edificio rosa che vuol dire molto per me; ci lavorava qualcuno tanti anni fa. Qualcuno che mi manca ogni giorno.

 

 

 

Di nuovo la malinconia ha avuto il sopravvento; mi sa che oggi tutto il cammino sarà insieme a lei…

 

 

 

Una piccola deviazione per osservare quel che resta di un filtro dell’Acquedotto Storico di Genova, che la devozione di qualcuno da anni ha trasformato in una sorta di edicola votiva.

 

 

Intanto un bivio mi propone una strada nuova….

 

 

…che dopo poco mi sorprende con un fantastico lavatoio!

 

 

La voce dell’acqua intona il suo canto e mi offre l’entusiasmo che serve per questa giornata.

 

 

 

 

Una piccola Madonna tra i fiori sembra voler accogliere le mie emozioni allo sbaraglio.

 

 

Quel che resta di un tubo mi riporta alla realtà, ma per fantasticare su quel che resta del passato.

 

 

Le tracce del tempo incrostano la pietra rendendola smeraldo…

 

 

E, ovviamente, la domanda di rito: cosa potrebbe raccontare questo antico abitante della Val Bisagno?

 

 

Il cammino continua, lasciando infinite curiosità.

 

 

 

Osservo dei fiori “dietro le sbarre” di un cancello che ha visto tante stagioni.

 

 

La passioni per i muri a secco anche oggi si fa sentire!

 

 

Il panorama mi presenta la Val Bisagno da una prospettiva nuova per me.

 

 

Un carro sembra sbucato dal passato; che bell’incontro!

 

 

Un altro muro vuol farsi osservare….

 

 

Ed ecco la chiesa di San Siro incastonata nel panorama.

 

 

 

 

Fotografie scattate nel luglio 2021

 

Il Castello di Santa Margherita è un luogo perfetto per iniziare un cammino.

 

 

 

La cappella della Madonna della Neve; un luogo di devozione per allietare il sentiero.

 

 

 

Il territorio ligure si fa ammirare.

 

 

 

Sempre splendida Santa Margherita!

 

 

 

Un’Ave Maria alla Vergine di Lourdes.

 

 

 

Ecco la chiesa di Nozarego!

 

 

 

Il portale della chiesa di Nozarego mostra vicende sacre.

 

 

 

 

Un risseu mascherato di verde.

 

 

 

 

 

 

 

 

La chiesa di Nozarego da una prospettiva insolita.

 

 

Un albero ammira il panorama.

 

 

La Cervara; è come se vedessi un pezzetto di me!

 

 

Una scorpacciata di verde, da sfruttare nei momenti grigi.

 

 

Il Tigullio esprime la sua bellezza.

 

 

 

 

La Cappella delle Gave, un luogo familiare in cui tornare sempre volentieri.

 

 

 

Non si nega mai un saluto a san Gerolamo!

 

 

Un’immagine classica di questo tratto di Liguria.

 

 

Margherite ne abbiamo?

 

Una piccola cappella per sostare sul percorso.

 

Una lapide testimonia una devozione datata.

 

 

Certi alberi tentano sempre di raggiungere il cielo.

 

 

 

 

Sagome di alberi nell’azzurro.

 

 

 

 

 

 

Mimose per festeggiare la primavera in arrivo.

 

 

 

Un insolito personaggio dà il benvenuto agli escursionisti del Promontorio.

 

 

 

 

 

 

Una casetta in cui trasferirsi con l’intenzione di vivere in un mondo fiabesco!

 

 

 

 

Un bambino che gioca continuamente in questo punto del Parco!

 

 

 

 

 

 

Ah ecco! Al Mulino del Gassetta ci sono già stata in un altro tempo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fotografie scattate nel marzo 2022

 

 

Per saperne di più:

www.parcoportofino.it/mappe/santa-margherita-ligure.html

 

www.laportofinese.it/i-luoghi/mulino-del-gassetta/

 

 

Un percorso “vista mare” nel Levante Ligure

 

Si può essere tristi anche nella Riviera Ligure? Forse non è mai capitato a nessuno, ma per me oggi la malinconia è più insistente del solito, mentre immagino di sentire una voce davanti al mare.

 

 

 

Qualcuno potrebbe giocare a rincorrere questi due cani. E per giorni racconterebbe di quanto fossero una compagnia divertente.

 

 

 

Guardo la costa, interrogando le mie emozioni che sanno solo rifugiarsi nei ricordi.

 

 

 

Wow! Che sorpresa! Una panchina dedicata a Dante!

 

 

 

 

Alzo lo sguardo su una terrazza nel verde dove vorrei rifugiarmi ad osservare il panorama, sognando l’impossibile.

 

 

 

 

Il cammino si impone e mi regala l’incontro con una frase da ricordare: “buona semenza – buon frutto”.

 

 

 

 

Una finestra mi fa pensare alla realtà da cui vorrei fuggire.

 

 

 

 

I fichi d’India mi salutano da oltre un muro.

 

 

 

 

 Osservo la costa da dietro una griglia, come se fossi in una prigione.

 

 

 

 

 

Poi lo sguardo si riempie di bellezza senza barriere.

 

 

 

 

Una struttura di ispirazione classica mi incuriosisce distraendomi dai miei pensieri.

 

 

 

Mentre la tristezza ritorna, scorgo una casa nel verde.

 

 

 

 

Il muretto presso il sentiero si lamenta per non essere stato ancora notato!

 

 

 

Quello che mi sembra un diavolo mi segnala dell’acqua non potabile!

 

 

 

Un cartello multilingue mi racconta qualcosa…

 

 

 

Una stella a otto punte attira il mio interesse…

 

 

 

…e un tetto inaspettato mi induce al sorriso.

 

 

 

Se tornassi a Levanto certamente proverei a fermarmi qui

 

 

 

..in questo luogo insolito con vista sul paese.

 

 

 

Riprendo il cammino, pensando a chi non c’è.

 

 

 

Una palma mi suggerisce di distrarmi.

 

 

 

 

Il mare mi sembra solo mio…

 

 

 

 

 

 

 

…anche visto da una grata.

 

 

 

 

Mi soffermo davanti ad alcune pietre, onorando il mio nome.

 

 

 

Cerco di raccontare al mare quanto mi manchi il mio piccolo nativo della Russia Bianca… Sono certa che almeno lui mi ascolterà in questa giornata invasa dalla solitudine.

 

 

 

 

Una lapide su una roccia ricorda una vittima di questi luoghi. Una preghiera, ovviamente.

 

 

 

 

Affido a questi arbusti un groviglio di emozioni.

 

 

 

 

Cerco conforto nel verde intorno.

 

 

 

 

 

Ed eccomi a Sant’Antonio del Mesco, dove sono già stata in una giornata piena di gioia.

 

 

http://pietracasuale.it/index.php/categorie/in-cammino/184-da-monterosso-a-sant-antonio-del-mesco

 

 

 

 

 

Oggi mi riconosco soltanto in questa nicchia vuota.

 

 

 

 

 

 

Fotografie scattate il 17 ottobre 2021

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

 

https://www.freesoulontheroad.com/2020/06/il-sentiero-da-levanto-a-punta-mesco/

 

 

 

 

In cammino sulle alture genovesi

 

Iniziare il percorso osservando un’antica lapide è un privilegio che capita raramente… Ma succede a Creto dove il marmo da più di un secolo fa memoria di un’antica battaglia…

 

 

SU QUESTO ALTIPIANO

NEL 13 MAGGIO 1800

PER L’IDEALE DI UNA NUOVA ITALIA

FORTEMENTE PUGNARONO

ITALIANI E FRANCESI

CONTRO GLI AUSTRIACI

AI CADUTI

IL COMITATO PER LE PATRIE MEMORIE

LI 29 SETTEMBRE 1912

 

 

 

Starei per ore davanti alla lapide, ma la strada chiama!

 

 

 

Attendo che l’asfalto si trasformi in sentiero…

 

 

 

 

L’incontro, inaspettato, con la cappella del Carmine mi riporta a quel che conta.

 

 

 

 

 

Il panorama inizia a conquistarmi.

 

 

 

 

 

Finalmente il sentiero sostituisce l’asfalto!

 

 

 

 

Ed ecco l’atmosfera che preferisco, quella regalata dalla natura che avvolge e sovrasta il cammino, come a proteggere ogni passo.

 

 

 

 

Lo sguardo cerca il cielo, nascosto come un bambino che vuol farsi trovare.

 

 

 

 

Improvvisamente mi sento in un luogo lontano, sognando stagioni che non verranno.

 

 

 

 

 

Gli alberi evocano magicamente sogni ed altre finzioni del cuore…

 

 

 

 

Il paesaggio si illumina e il gioco dei verdi mi incanta come sempre.

 

 

 

 

Eccomi alla Gola di Sisa dove un albero mi sta aspettando per ospitarmi a riflettere sotto le sue fronde…

 

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

 

https://montiliguri.weebly.com/creto-alpesisa.html

 

 

 

 

 

 

Un percorso dalla spiaggia alle alture nel Levante Ligure

 

Inizio il cammino sul mare; è come stare vicino ad un amico pronto ad ascoltare i pensieri.

 

 

 

Una meridiana, con il motto che spesso ricorre in questi casi:

 

Sol vita est

 

 

 

Sul lungomare incontro un cannone, quanto sarebbe piaciuto a Kattim, il bambino proveniente dalla Russia Bianca che per qualche tempo, in passato, ha dato un senso alle mie giornate…

 

 

Torno a guardare il mare, per cacciare la malinconia…

 

 

 

Lungo il cammino un quadro di piastrelle mi racconta l’antico rito della vendemmia. Mi incanto a osservare il piccolo  impegnato a gustare un grappolo d’uva.

 

 

A Lemeglio un pensiero per i giovani che hanno lasciato la vita nella Grande Guerra.

 

 

 

Un fiore sbocciato dai ciottoli mi fa ammirare ancora una volta la preziosa tecnica del “risseu”…

 

 

Una finestra, sbucata dal passato, mi fa domandare chi avrà vissuto dietro le grate…

 

 

 

Vorrei bussare a questa porta, attendendo risposta…

 

 

 

Un’edicola votiva, non so perché, mi ispira una strana malinconia.

 

 

 

Resto qui a contemplarla.

 

 

Fotografie scattate il 16 gennaio 2021

 

 

Per saperne di più:

 

 

https://montiliguri.weebly.com/moneglia-sannicolao.html

 

 

http://amichesiparte.altervista.org/blog/diario-di-viaggio-moneglia/?doing_wp_cron=1613233202.0055010318756103515625

 

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