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Luoghi

 

Appunti distratti di viaggio

 

 

 

 

Come restare indifferenti a questa bellezza, frutto di devozione?

Torno qui dopo molti anni ed è come accettare un invito a lungo rinviato.

 

 

Mi accompagnano le preoccupazioni, come succede quando si visita un luogo in cui la preghiera intride le pietre.

Come sono felice di essere qui, portata da quello che tanti chiamano destino.

 

 

 

Immagino lo scorrere dei giorni, nello scorrere dei secoli, in questo luogo di cui vorrei esplorare ogni angolo, facendomi tante domande. Che resteranno senza risposte.

Il risseu del sagrato mi riporta al presente…

 

 

o meglio, al 1810.

 

 

 

Osservo il portale, come se fosse l’ultimo gesto della vita.

Vorrei asciugare le lacrime della Vergine ai piedi del Crocifisso e affidarmi a lei, condividendo il dolore.

 

 

 

Entrare nella basilica mi rassicura; mi ricorda tante messe seguite in un’altra chiesa durante l’infanzia. Una nostalgia dolce mi invade.

 

 

 

Mi avvicino a una madre, l’Addolorata; mi rivolgo a lei, pensando che conosca il mio cuore.

 

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

www.bibliodelmandillo.net/2309-la-famiglia-fieschi-a-san-salvatore-di-cogorno-e-a-ne/

 

         Nel cuore della città cercando dettagli ed emozioni…

 

 

Inizio il mio percorso incontrando un personaggio: Giuseppe Cesare Abba. Da tempo immemorabile rimando la lettura del suo Da Quarto al Volturno. Sarà arrivato il momento giusto?

 

Ecco un’occasione per sussurrare una dichiarazione d’amore alla mia città; da qui si mostra in tutta la sua bellezza.

 

 

Città osservata dall’alto da Caffaro, il suo storico medievale, per il quale nutro un affetto particolare misto a intensi ricordi.

 

 

Vicino a lui, provo a guardare Genova con i suoi occhi.

 

 

Poi osservo un giardino che immagino scenario di storie romantiche….

 

 

Ma la cascata è il punto della villa che ritengo più affascinante, quello che mi ha incantato fin da bambina.

 

 

Da qui lo sguardo va su Piazza Corvetto, vista da una prospettiva insolita.

 

 

L’acqua pretende ancora attenzione, ne ascolto la voce che voglio memorizzare per richiamarla nei momenti bui.

 

 

Pensando ai “momenti bui” mi avvicino a un piccolo personaggio. Mi ricorda le statue che ornano le tombe infantili a cui dedico tante giornate. Resto a contemplare la sua bellezza. Sognando.

 

 

 

 

Per saperne di più:

 

 

www.visitgenoa.it/villetta-di-negro

 

 

 

Tags:

 

Una piccola sordomuta qui ha ricevuto il dono della parola dalla Vergine. Percepisco ancora l’emozione di quel miracolo del XII secolo, mentre osservo i dettagli di questo luogo antico.

Inizio, per consuetudine affettuosa, dalla lapide dedicata ai Caduti della Grande Guerra. 

 

 

Leggo, con commozione, il testo che precede l’elenco dei nomi di giovani vittime di un secolo fa:

 

 

DA QUESTO TEMPIO

FIDENTI IN DIO E NEI DESTINI DELLA PATRIA

PARTIRONO I FIGLI DI MONTOGGIO

PER LA GUERRA UNIVERSALE

IL 24 MAGGIO 1915

RICORDI QUESTO MARMO

IL NOME DEI CADUTI

PERCHE’

LA LORO SORTE SIA SACRA A MARIA

LA LORO MEMORIA DURI ETERNA

NELLA VENERAZIONE DELLE GENTI

 

19 OTTOBRE 1919

 

 

 

Passo a osservare il risseu

 

 

 

 

 

…e una nicchia rimasta vuota.

 

 

Poco distante un edificio poco distante testimonia un passato industriale, probabilmente la Fabbrica di calce idraulica e cemento Campiglio e Pittaluga (1)

 

 

 

 

 

Mi avvicino alle “Tre Fontane” che si offrono a tutti gli assetati…

 

 

Il passato si racconta nel marmo:

 

 

 

QUI

NEL SECOLO UNDECIMO

A

PASTORELLA SORDOMUTA

APPARVE

LA VERGINE MADRE DI DIO

E

BENEDI’ QUESTE ACQUE

PERCHE’ FOSSERO

SIMBOLO E STRUMENTO

DI GRAZIA E SALUTE

 

 

 

 

 

ARTE

ZELO E RELIGIONE

NELL’ANNO 1914

INNALZARONO

QUESTA EDICOLA

PERCHE’

L’ACQUA TAUMATURGA

DELLA MADONNA

AVESSE

PIU’ DEGNA SEDE

 

 

 

Concludo con uno sguardo devoto alla protagonista del luogo…

 

 

 

 

 (1) LUNARIO GENOVESE compilato dal Signor REGINA e C. per l'anno 1898, Genova, Fratelli Pagano 1897, pag. 350

 

 

 

Per saperne di più:

 

www.chiesadigenova.it/nostra-signora-tre-fontane-montoggio/

 

 

 

 

         Un luogo in cui far riposare i pensieri, amando il silenzio.

 

 

 

Forse è l’inizio di un viaggio, forse è un punto di arrivo. Certamente è un momento unico, come un regalo che arriva dall’alto.

 

 

 

La terra si è fatta tempio e il Cielo è più vicino, e non si può sfuggire.

 

 

 

Forse qualcuno chiede miracoli, per illuminare il buio della vita.

 

 

 

La porta conduce  alla certezza dell’infinito, che la mente non può comprendere.

 

 

 

Le scale sono scomode, ma ogni gradino può diventare preghiera, ricordando un antico salmodiare.

 

 

 

Gli anni non contano più, è sempre il momento perfetto, osservando un panorama sereno.

 

 

 

L’anima dei Benedettini abita ancora qui, quanto si potrebbe imparare da tali maestri…

 

 

 

Certamente passa di qui la strada per liberarsi dagli inganni del mondo, in un eterno presente.

 

 

 

Giorni di vento, di neve o di luglio assolato; quel che conta è restare in contemplazione dell’Invisibile, offrendo sé stessi in un eremo che diventa casa.

 

 

 

Le pietre dell’eremo donano la gioia di dimenticare il proprio nome, senza avere più notizie di chi è rimasto nel mondo e ogni giorno passato avvicina all’abbraccio col Padre.

 

 

 

Ogni storia, vecchia di secoli, risuona ancora per chi ha il cuore di ascoltare.

 

 

 

 

Le paure si disperdono, implorando l’aiuto a Chi dispensa salvezza.

 

 

 

 

Queste mura bastano; il desiderio di conoscere i confini lontani è soddisfatto in poca terra.

 

 

 

 

La vita va oltre la natura, in una pace che la ragione non conosce.

 

 

 

Ogni emozione aspira alla perfezione; anche osservare le stagioni dalla finestra dell’eremo.

 

 

 

Fotografie scattate il 22 settembre 2019

 

 

 

Per saperne di più:

 

www.parcomajella.it/uomo-e-territorio/eremi-e-luoghi-di-culto-rupestri/s-spirito-a-majella/

 

www.eremidellamajella.it/s-spirito-a-majella/

 

 

 

 

 

 

 

 

         Emozioni a Castrum Perticae e Sant’Antonino

 

A Castrum Perticae è come se fossi a casa; un luogo antico per abbandonare tutte le angosce di oggi.

 

La mia più grande soddisfazione nel cammino è incontrare i resti del passato, dove pietre raccontano meraviglie ai fortunati desiderosi di ascoltare.

 

 

 

Che mura spesse! Vorrei rinchiudermi in un castello con simili pareti, e vivere in disparte per poi ricominciare la vita, liberata dal dolore che oggi si insinua in ogni piega dell’anima.

 

 

 

 

Il rudere di questa finestra mi sembra un cuore; arriverà il momento in cui smetterò con queste fantasie, figlie di un delirio angosciante…

 

 

 

In un angolo delle mura mi sembra di vedere un bambino che piange; è rannicchiato come in un grembo materno. Forse mi sbaglio, o forse no.

 

 

 

Qualche passo e mi ritrovo alla chiesa di Sant’Antonino. Vorrei dire tanto su quest’altare che mi ricorda tutti i momenti passati in preghiera, a cui, sono certa, ne seguiranno altri.

 

 

 

Il mondo visto da una feritoia potrebbe bastarmi, sarei protetta da tante angosce che si infilano nella vita tra una crisi e l’altra.

 

 

 

Forse da qui si arriva a una cripta o al nascondiglio di un tesoro. Non ho il coraggio di inoltrarmi. Sarà per la prossima volta.

 

 

 

I resti di una decorazione. Chi l’ha fatta? Mi incuriosisco e, leggeri, certi brutti pensieri svolazzano via…

 

 

Ecco una chiara traccia del passato pronta a liberarmi dalle malinconie:

 

QUESTA CAPPELLA

ROVINATA dal TERREMOTO

IL 23 FEBBRAIO DELL’ANNO 1887

VENNE RICOSTUITA NEL 1889

COL SOCCORSO DEI PII BENEFATTORI

 

………………………..

 

GLI INCARICATI

GATTO GIO. BATTA FU EMANUELE

 

BURLO LUIGI FU VINCENZO

 

 

 

Ma non è finita! Ecco un’altra lettura consolatoria!

 

MARCHIONES CARRETTENSES

INEUNTE SECULO UNDECIMO

SACRAM HANC AEDEM SANCTO ANTONINO

MARTIRI PAMEIE IN GALLIA

DICATAM VOLUERUNT

IN HAC PERVETUSTA ARCE PERTICAE

QUAM FRIDERICUS IMPERATOR BARBAROSSA

IMPERIALIS INVESTITURE DIPLOMATE

PAPIE SCRIPTO

IV IDUS IUNII ANNO MCLXII

CONFIRMAVIT ENRICO GUERCIO DE CARRETTO

UNA CUM CASTRIS

 

QUILIANIS, SEGNI, PIAE ET ORCHAE

 

 

Ecco il passato, insieme alla curiosità, che mi rasserena!

 

 

 

Ancora un dettaglio da osservare e storie da immaginare…

 

 

 

Una finestra in un muro in pietra può stupire per quanto possa raccontare (se si vuole ascoltare!).

 

 

 

Prima di allontanarmi guardo la cappella dell’XI secolo e fisso l’immagine, da ricordare quando sembra non esserci risveglio…

 

 

 

Fotografie scattate il 26 maggio 2019

 

 

 

 

 

 

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Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 2001.

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